#popart
— Centovantaquattro storie di un segno - Michele Spera (via tri-bo-la-zio-ne)
Bella illustrazione
(via plinaspamplinas)
Ormai i principali social network si stanno più o meno uniformando: dopo Google Plus che ricalca i passi di Facebook, ora anche Twitter si adegua e porta sui nostri profili l’intestazione, una sorta di “immagine di copertina”.
Da oggi infatti possiamo impostare un’immagine di sfondo…
Questione di carattere
Senza un buon carattere non si va da nessuna parte. Vale nella vita come nella grafica. Ogni volta che inizio un nuovo lavoro, la scelta dei font da utilizzare è quella che richiede più impegno. Le considerazioni da fare sono tante e dipendono dal tipo di progetto. Un manifesto è molto diverso, giusto per fare un esempio, da una pagina web. Nel primo caso la quantità di testo è ridotta e si utilizzano font di notevole grandezza, nel secondo caso c’è il problema della leggibilità su schermo. I vari caratteri, a seconda delle dimensioni, hanno spesso una resa differente. Molto poi dipende dal messaggio, da che cosa dobbiamo comunicare, dal tono che vogliamo dare e via dicendo. In rete ci sono ottimi articoli a riguardo.
Cerco comunque di evitare font commerciali. Esistono infatti validissime alternative da utilizzare liberamente e vale sempre la pena prenderle in considerazione. Di seguito alcuni siti di riferimento:- http://www.theleagueofmoveabletype.com
- http://www.google.com/webfonts/
Vorrei poi segnalare due utilities per il riconoscimento dei font a partire da un’immagine:
- http://www.myfonts.com/WhatTheFont/
Whatfontis (primo link) consente non solo di identificare un determinato carattere ma anche di individuare gli eventuali corrispondenti non commerciali.
E’ bene ricordare che i font nei documenti in PDF sono spesso incorporati. In questo caso i caratteri utilizzati sono elencati nella scheda “Fonts” della finestra “Proprietà” del documento visualizzato con Adobe Reader.
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Ormai i principali social network si stanno più o meno uniformando: dopo Google Plus che ricalca i passi di Facebook, ora anche Twitter si adegua e porta sui nostri profili l’intestazione, una sorta di “immagine di copertina”.